Funzionano le celle solari a 10 metri sotto l'oceano
Per alimentare sensori e telecamere lontano dalla costa
Funzionano le celle solari poste a 10 metri di profondità nell'oceano e potrebbero presto alimentare sensori, telecamere e sistemi di comunicazione immersi, anche lontano dalla costa. A testarle, nel Mar Cinese Meridionale, Wen-Hua Zhang, dell'Università dello Yunnan e della Southwest United Graduate School di Kunming, in Cina. Descritte sulla rivista Joule, hanno mostrato una stabilità operativa a lungo termine in ambiente sottomarino "eccezionale", afferma Zhang, dimostrando di poter operare ininterrottamente a una profondità di 10 metri per circa 5,5 anni con un degrado quasi nullo dopo 1.160 ore. Non solo: "Ciò che ci ha maggiormente sorpreso - sottolinea Zhang - è stata la quantità di energia elettrica generata dai nostri moduli di ampia superficie in condizioni reali in sole due ore: 324 Wh". "Inoltre - continua - siamo riusciti a passare dalle celle di laboratorio di piccole dimensioni a moduli di grandi dimensioni, fornendo solide prove della fattibilità del fotovoltaico sottomarino". Lo studio rappresenta la prima convalida di celle solari immerse nel mare operanti a una profondità di circa 10 metri. "Le precedenti ricerche - conclude - si concentravano su profondità pari o inferiori a due metri. Uno scenario ben lontano dal soddisfare i requisiti per applicazioni pratiche". Il principale ostacolo è l'intensità della luce solare che sott'acqua diminuisce rapidamente. Per ovviare al problema sono state quindi messe a punto celle solari in perovskite dotate di ampio bandgap, in grado cioè di fruttare la luce dallo spettro del blu a quello dell'arancione integrate con robot sottomarini per testarne l'applicazione in condizioni reali.
M.Walker--VC