La casa di Marilyn Monroe, i proprietari fanno causa a Los Angeles
La villetta dichiarata patrimonio della città, ma i proprietari vogliono abbatterla
Non c'è pace per Marilyn Monroe, nemmeno nell'anno in cui ricorre il centenario della sua nascita e la sua città d'adozione, Los Angeles, si prepara a celebrarla. I proprietari della villetta di Brentwood in cui la diva fu trovata morta nel 1962 hanno intentato una causa contro il comune e la sindaca Karen Bass, accusandoli di aver violato i propri diritti costituzionali bloccando la demolizione dell'immobile. Secondo la querela, lo status di monumento storico-culturale assegnato nel 2024 avrebbe privato Brinah Milstein e Roy Bank dell'uso e del godimento della proprietà, senza alcun reale beneficio pubblico. Anzi, sostengono i due, la tutela avrebbe trasformato la casa in una meta per fan e curiosi, con intrusioni, bus turistici e persino un furto avvenuto lo scorso novembre alla ricerca di presunti cimeli della stella bionda. Questa iniziativa legale riapre una vicenda avviata nel 2023, quando la coppia acquistò la la villa (e il giardino che la circonda) per 8,35 milioni di dollari con l'intenzione di abbatterla per ampliare la residenza adiacente, dove già abitavano. I permessi inizialmente concessi furono però sospesi dopo l'ondata di proteste di storici, residenti e fan dell'attrice di 'A qualcuno piace caldo', che chiesero di salvare l'unica casa che Marilyn avesse mai comprato e in cui visse in forma stabile negli ultimi mesi di vita: per loro, un simbolo della Hollywood classica. Il Consiglio comunale di Los Angeles votò all'unanimità per la tutela dell'edificio, avviando un braccio di ferro legale già passato da un'aula di tribunale. Una prima causa dei proprietari era stata respinta nel 2025. Resta da vedere cosa ne sarà della seconda.
F.Morgan--VC