Isabella Rossellini, 'stroncata al mio primo ruolo, mi diedi alla moda'
L'attrice si racconta a Locarno, 'scelgo i film in base ai registi'
(di Laura Valentini) Dalla passione per gli animali, che ha poi coronato con la laurea a 50 anni in etologia, al piccolo ruolo con i fratelli Taviani ne 'Il prato' accettato perché la mamma, Ingrid Bergman, le disse che era sbagliato rifiutare per timore dei giudizi, alla carriera di modella percorsa per ritrovare fiducia in se stessa dopo che i giudizi pessimi sul film puntualmente arrivarono. Quella di Isabella Rossellini, premiata dal Locarno Film Festival con l'Excellence Award, è una carriera multiforme nata all'ombra di due mostri sacri del cinema, tra la madre e il padre regista Roberto Rossellini, e poi divenuta un percorso di grandi interpretazioni con grandi registi, da David Linch, a Taylor Hackford a John Schlesinger ("il più paterno con me") e tanti altri passando per la televisione e la moda. "Da bambina la prima passione sono stati gli animali: raccoglievo sempre cani per strada e papà mi diceva 'basta portano le pulci'" ma poi "mi diede un libro di Konrad Lorenz il grande etologo e mi appassionai sempre più" racconta alle Conversazioni con il pubblico del festival. "Io sarei voluta diventare etologa ma ancora la materia non era insegnata all'università per cui ho seguito la mia seconda passione, la moda, e provai a diventare costumista. La prima moglie di papà Marcella De Marchis lavorava come costumista e mi prese con se'" ma comunque "a 55 anni mi sono laureata in etologia" e ora ha una grande fattoria piena di animali. "Questa - spiega mostrando le decorazioni della giacca - è la lana delle mie pecore". E agli animali ha dedicato una serie di cortometraggi che li mostrano nel loro habitat o ne colgono specificità come Mammas o Green porno o Seduce me. "Ora realizzo una serie di film corti sull'evoluzione degli animali domestici "The survival of friendshipness"" perché in effetti si è evoluto chi più ha mostrato amicizia agli umani, dice sorridendo. A sorpresa in questa sua attività dice di dovere molto a Robert Redford: "lui aveva un canale televisivo Sundance e prima ancora che esistesse Youtube mi ha chiesto di fare film corti, adatti come contenuti dei cellulari, non più di due minuti. 'Coraggio lo puoi fare', mi disse". Il primissimo ruolo nel cinema lo fece quando mamma Ingrid "finalmente fece un film a Roma di Vincent Minnelli che io ho fatto per passare tempo con mamma. Poi i fratelli Taviani mi proposero di fare 'Il prato': io non volevo per paura delle critiche ma mamma mi disse 'sbagli perché gli italiani sono grandi artisti e questa è un'occasione per imparare e non farlo perché sei figlia mia è sbagliato': allora l'ho fatto e la critica mi ha ammazzato e io per 5 anni non ho fatto l'attrice, ero traumatizzata, il film non l'ho mai rivisto..." spiega l'attrice sorridendo. Poi la parentesi da giornalista come assistente a Gianni Mina' "e i miei primi servizi tv che erano comici per Renzo Arbore che faceva 'L'altra domenica', c'era anche Benigni". Comunque la carriera di modella "mi ha aiutata a recitare: quando si è giovani e si e giudicati malissimo essere accettata nel mondo della moda mi ha molto rassicurato, ho fatto nove copertine con Avedon che era un grande fotografo e mi disse che le modelle son come star del cinema muto. Mi proponevano comunque il cinema e ho detto sì a 'White nights' di Taylor e poi ho fatto 'Blue Velvet'. Con David (Linch, ndr) ci siamo incontrati al ristorante: io mangiavo con i miei e lui disse: 'assomigli a Ingrid bergman' e qualcuno disse: 'sei scemo, è la figlia...'. Poi mi ha mandato un appunto dicendo se volevo fare il film. Abbiamo fatto delle scene e poi mi ha offerto il ruolo. Ho fatto il trucco e messo la parrucca al mio personaggio Dorothy, come se fossi una bambola perché lei voleva nascondere il suo stato di donna abusata". Nella scelta dei ruoli dà la precedenza al regista: "La prima cosa certo sono i copioni ma alla fine sono solo indicazioni: per me importante è chi è il regista, certo a volte desidero lavorare con un altro attore che amo ma soprattutto conta chi è il regista".
V.Green--VC